SIMIT: informazioni e chiarimenti COVID-19

La Società Italiana di Malattie Infettive e Tropicali (SIMIT) chiede maggiore auto-disciplina nell'informazione su SARS-CoV-2/COVID-19.
In questi giorni, sul COVID-19, le affermazioni potenzialmente fuorvianti e inutilmente divisive pubblicate sui media, hanno raggiunto un nuovo livello di guardia.

Sottovalutare la forza e la pericolosità di questa malattia ha contribuito a trasformare quello che in agosto si voleva considerare solo un colpo di coda, in una nuova potente ondata epidemica.

E' ormai chiaro che l'urto di questa seconda ondata è capace come e più della prima di travolgere gli argini, se non viene gestita con uguale dose di prudenza e decisione da parte di tutti.

Rendere invisibili i "nuovi" morti di COVID-19 e i malati che di nuovo affollano i nostri reparti intensivi e non intensivi, negando dignità epidemiologica a quello che avviene sotto agli occhi di tutti, rende un pessimo servizio alla verità, alle persone, e agli interessi della nazione. Posizioni di questo genere non andrebbero messe in evidenza con l'attenzione e la considerazione che alcuni importanti giornali e televisioni ancora loro riservano. Si tratta infatti di affermazioni e opinioni a carattere personale, senza un fondamento scientifico, quasi mai corredate da numeri e dati pubblicati da fonti attendibili, che sfruttano di volta in volta la rilevanza mediatica dell'argomento o l'importanza dell'interlocutore.

Troppi "esperti" parlano a titolo personale, ma si atteggiano a rappresentanti di istituzioni scientifiche o specifiche discipline mediche. COVID-19 è una patologia nuova che richiede umiltà, capacità di studio e compartecipazione, e a ben poco valgono i successi ottenuti in precedenza o addirittura in altri campi.

La SIMIT chiede quindi che si affronti al più presto il problema di come viene generata e gestita l'informazione sul COVID-19 che viene fornita alla popolazione generale; chiede che si convenga su un codice non scritto di auto-disciplina basato sui dati e sulla certezza delle fonti, ma ancor più sul buonsenso e sull'interesse comune. Più in dettaglio, si ritiene di dover suggerire che i media interpellino gli "esperti", soprattutto per commentare dati pubblicati su fonti ufficiali, che sottolineino l'eventuale presenza di giudizi personali e che nei casi a maggiore impatto sul pubblico indistinto sia sempre previsto un adeguato e diretto contraddittorio; ai giornalisti, che svolgono un lavoro prezioso e insostituibile, la SIMIT suggerisce di resistere alla tentazione di stimolare il protagonismo dei singoli, dando esempio di rigore e misura ed evitando il rischio di seminare confusione, fastidio e sfiducia.

La SIMIT non chiede, ovviamente, di mettere un bavaglio all'informazione e passare veline sui dati di fatto; al contrario: quello che chiede è ristabilire le evidenze separando i fatti oggettivi dai commenti personali.

Due esempi concreti.
Per prima, una certezza: il COVID-19 NON è una NORMALE influenza. Basti pensare a come questa pandemia sta mettendo sotto forte pressione tutto il sistema sanitario, territoriale e ospedaliero, i reparti per acuti e le terapie intensive. Con dimensioni e gravità ben lontani da quello che avviene annualmente con l'ondata influenzale. E' mai possibile che dopo la dimostrazione da parte dell'Istituto Superiore di Sanità è che in Italia il 90% dei morti con COVID-19 sono morti a causa della malattia stessa, dobbiamo ancora tornare su questo punto? Negare la gravità dell'epidemia, non farà altro che peggiorare la situazione, allungando le code per i tamponi, quelle fuori dai PS e in ultima analisi peggiorando l'economia che i negazionisti dicono di voler aiutare. E tutto questo, disorientando la popolazione, aumentando l'incertezza e diminuendo l'efficacia delle azioni preventive e delle misure di sanità pubblica, che per funzionare devono essere comprese dalla gente, riconosciute come legittime ed efficaci.
E per seconda, una "sicura" incertezza: non si sa quando arriverà il vaccino, è inutile speculare sulle date, e per certi aspetti bisognerebbe comportarsi come se non arrivasse mai, in modo da puntare ancora tutto su:

Quel patrimonio di compartecipazione sociale che abbiamo felicemente sperimentato nella prima fase della pandemia, di una nazione che si stringeva intorno alle istituzioni e supportava e sosteneva responsabilmente chi era in prima linea contro COVID-19, e che ha fatto dell'Italia un modello riconosciuto di gestione, rischia di essere oggi disperso e indebolito. Gli infettivologi della SIMIT, che costituiscono la prima linea ospedaliera contro il dilagare della pandemia, ritengono che si possa fare ancora molto per mitigare i rischi sanitari e sociali che incombono sul Paese: basta munire ogni singolo cittadino delle poche e vitali informazioni che ne proteggano efficacemente la salute e il futuro.
L'epidemia da COVID-19, infatti, fà della disinformazione, che la rende invisibile, la sua arma migliore.

 

(Bozen, 30.10.2020)


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